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CANZONI & CAFFÈ: LA MUSICA LEGGERA

CANZONI & CAFFÈ: LA MUSICA LEGGERA

CANZONI & CAFFÈ: LA MUSICA LEGGERA

Il rimando al caffè non è rimasto circoscritto alla canzone napoletana e popolare, ma si ritrova anche negli altri generi musicali, a partire dal pop italiano, a testimonianza di quanto il gesto di prendere un caffè sia radicata abitudine e accompagni da sempre la quotidianità di ciascuno.


Nel 1967 Lucio Battisti, nella sua 29 settembre, si ricorda di quando “seduto in quel caffè io non pensavo a te”, evidenziando come spesso per tutti noi semplicemente fermarsi a bere un caffè può far da pausa dalle afflizioni - in quel caso amorose – della vita quotidiana


Una pausa di piacere celebrata anche da Fred Bongusto che in Spaghetti a Detroit rende indimenticabile motivetto l’abitudine tutta italiana di chiudere il pasto con il caffè cantando: “Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè [… ]

 

E nello stesso ispirato anno Luigi Tenco scrive il testo della divertente canzone Latte e Caffè, poi uscita postuma, che dice:

Sai cosa ci manda il Marocco?
Il latte di cocco per fare un cocktail!

coro: Ma no!!

Sai cosa ci manda il Brasile?
Un grosso barile di vero caffè!

coro: Embè?

Allora nel latte di cocco
che vien dal Marocco si versa il caffè….  […]

Poi bevi la dolce bevanda […]

Col latte di cocco e il caffè brasiliano felici noi siamo….
Laggiù nel Marocco c’ è un vecchio sultano che è senza caffè!

coro: Ahimè!

 

Gli anni che vanno dal 1960 al 1970 vedono poi molte altre canzoni diventate iconiche che parlano della nostra bevanda preferita che ritroviamo più volte anche nella più importante e famosa kermesse canora nazionale, il Festival di Sanremo:


Nel 1969 Riccardo Del Turco e Antoine portano al Festival il brano Ma cosa hai messo nel caffè, dove offrire un caffè è l’invito naturale a prolungare un incontro che porterà a qualcosa di più.
 

L’anno successivo, il 1970 sono i bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano a farne addirittura una ninna nanna e presentare allo Zecchino d’Oro La ninna nanna del chicco di Caffè ancora oggi impiegata nelle scuole e nei contesti educativi per introdurre i bambini al mondo delle canzoni e delle storie cantate. Una filastrocca che fa così:

Sette le scodelle
Sulla tavola del re
Ninna nanna, mamma
Ce n'è una anche per te 
Dentro cosa c'è?
Solo un chicco di caffè […]

 

Nel 1971 sempre allo Zecchino d’Oro il Piccolo Coro dell’Antoniano presenta la sua seconda e più famosa canzone sul caffè: Il caffè della Peppina, divertente parodia della preparazione del caffè cui una signora anziana, la Peppina appunto, aggiunge ingredienti del tutto inusuali, fino ad arrivare al tritolo e saltare in aria col caffè:

Il caffè della Peppina
non si beve alla mattina
né col latte né col the
ma perché, perché, perché?
La Peppina fa il caffè
fa il caffè con la cioccolata
ma ci mette la marmellata
mezzo chilo di cipolle
quattro o cinque caramelle

sette ali di farfalle
e poi dice: "Che caffè!!!"[…]
 

Una delle prime canzoni dei Pooh, del 1971, Un caffè da Jennifer, è una ballata struggente dedicata a una ragazza che lavora in un caffè appunto dall’altra parte dell’Oceano e della difficoltà di un impossibile amore a distanza, e la sua vita e la tazzina che prepara si fondono indissolubilmente:

Un caffè da Jennifer
Che sapore avrà […]
È la sua vita quel caffè
Il suo mondo è tutto là […]
Un caffè da Jennifer troppo
Amaro è ormai […]

 

È il 1974 quando Paolo Conte, uno dei più innovativi cantautori italiani dalle sonorità che ammiccano al jazz, inaugura la prima di una lunga serie di sue canzoni dove il caffè fa capolino, file rouge della sua produzione e della sua vita, come lui stesso ha fatto intendere in più interviste.

E la prima, chiamata semplicemente Caffè è uno dei primi testi cantati dedicati appunto alla sua preparazione dove la lode alla bevanda esotica e misteriosa si lega alla rievocazione del momento della sua degustazione, tanto attesa e piacevole, specchio fedele del sentimento collettivo.

E così anche nel primo album da solista, un altro testo, Sono qui con te sempre più solo accenna all’abitudine del cantautore a prepararsi il caffè, e quello preparato da altri è fugace consolazione di una triste situazione sentimentale:

Sono qui con te sempre più solo
sento crescere tutta l'estraneità […]
Oggi il Curatore mi ha offerto un caffè
era meglio di quello fatto da me […]

 

Anche nel primo album del grande artista napoletano Pino Daniele, nel 1977 si parla di caffè: nella celebre canzone di denuncia ‘Na tazzulella ‘e cafè, un brano che riconosce il caffè come unico aspetto piacevole del popolo napoletano appunto, assillato da mille problemi quotidiani anche gravissimi, ma che spesso diventa anestetico palliativo alla loro risoluzione.

Na’ tazzulella ‘e cafè e mai niente cè fanno sapè
Nui cè puzzammo e famme, o sanno tutte quante
E invece e c’aiutà c’abboffano è cafè

Na’ tazzulella ‘e cafè ca sigaretta a coppa pe nun verè
Che stanno chine e sbaglie, fanno sulo mbruoglie
S’allisciano se vattono se pigliano o’ cafè […]


 

Una tazzina di caffè e non ci fanno sapere mai niente

Noi moriamo di fame, lo sanno tutti quanti

E invece di aiutarci ci abbuffano di caffè.

Una tazzina di caffè con una sigaretta per non vedere

Che sono pieni di sbagli, fanno solo imbrogli

Si pettinano, si battono e si pigliano un caffè […]

Per Loredana Bertè nel testo di Domani domani dello stesso 1977, diventa una scusa per temporeggiare su un addio:

Un goccio di caffè
Poi lascio anche te
Non dirmi più rimani […]

 

Non si dimenticano del caffè neppure i Pooh nazionali che nel 1978 in Pronto, Buongiorno E' La Sveglia, pur in ritardo sulla tabella di marcia per andare al concerto, trovano il tempo per chiudere il pranzo con il caffè di rito, cui evidentemente da buoni italiani non sanno rinunciare:

[…] fermiamoci c'è l'Autogrill.
Pranzo speciale alla lista
e un autografo per il barista
ventimila compresa la frutta
un minuto per il caffè,
si parte […].
 

Nel 1979 il caffè viene esaltato come una delle cose meravigliose che la vita regala: lo fa Riccardo Cocciante che nel suo inno alla vita Io canto, urla al mondo:

[…] Voglio cantare
Sempre cantare

L'odore del caffé nella cucina
La casa tutta piena di mattina […]

Lo stesso anno in cui Paolo Conte torna a parlarne e ne fa un simpatico escamotage di riflessi nel testo del suo Rebus

Cercando di te in un vecchio caffè
ho visto uno specchio e dentro
ho visto il mare e dentro al mare
una piccola barca per me.
Per farmi arrivare a un altro caffè
come dentro uno specchio che dentro
si vede il mare e dentro al mare
una piccola barca pronta per me.
[…] noleggia una barca e prendi un caffè
ah, è meglio star qui a guardare […]

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